consiglio

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei, recita un notissimo proverbio.  Ebbene, sì dà il caso che in queste ore molti internauti vadano con Ilaria D’Amico, la quale, intervistandolo, avrebbe avuto lo straordinario merito di “massacrare” il Cavaliere. Ora, senza nulla togliere alle indubbie qualità della bella giornalista, il successo del video caricato su youtube (quasi 600.000 visualizzazioni, al momento) è indicativo del grado di impreparazione che purtroppo alberga, e non da oggi, in settori significativi del popolo della rete. Non serve infatti essere estimatori di Berlusconi per registrare la confusione che D’Amico fa nella sua intervista: inizia con un «perché siete stati così timidi coi tagli alla politica?» per poi – senza dare tempo al suo pur sveglio interlocutore di rispondere (per qualcuno essere giornalisti seri, evidentemente, vuol dire questo) –  passare subito ad un «allora è più bravo Grillo di lei» e conseguentemente all’indicazione dei consiglieri/onorevoli M5S in Sicilia, che hanno iniziato a restituire buona parte dei finanziamenti ricevuti.

Il leader del Pdl ha replicato di voler presentare un disegno di legge di abolizione del finanziamento pubblico – così nessuno potrà più rifiutare danari: non ne verranno erogati e basta – ma la D’Amico non ha voluto sentir ragioni. Non considerando così tre cose: a) se restituisci i rimborsi ma non fai approvare provvedimenti di riduzione o abrogazione dei finanziamenti, ti fai pubblicità ma non tagli un bel niente; b) il movimento di Grillo, evocato come modello, è lo stesso che in Emilia Romagna, coi consiglieri eletti nel 2010, aveva rifiutato i rimborsi elettorali per poi incassare di 193.145,11 euro per i gruppi consiliari: soldini pubblici che si potevano restituire e invece sono stati presi e spesi; b) il Cavaliere avrà tanti difetti, ma coi tagli alla politica non solo non è stato timido ma ha anticipato Grillo: la Legge Costituzionale concernente ‘Modifiche alla Parte II della Costituzione’ pubblicata in «Gazzetta Ufficiale» n. 269 il 18/11/2005 – e poi silurata via referendum grazie alla sinistra – prevedeva, fra le altre cose, una riduzione di ben 175 seggi parlamentari, ergo svariati milioni di risparmio. Ma visto il successo ottenuto sorvolando su tutto questo, un solo consiglio: continua pure così, Ilaria. Al tuo pubblico basta.