divorzio famiglia

La grandissima parte delle violenze sui bambini avviene in famiglia. E’ solo uno dei soliti tormentoni che un certo filone di pensiero, sempre ben amplificato dai mass media, ci propina allo scopo di farci credere che, anziché luogo di amore, educazione e affetti, la famiglia costituisca una criminogena “culla del delitto” (Liberazione dixit). Il che – letteratura scientifica alla mano – è vero soprattutto in una tipologia particolare di famiglie: quelle nelle quali si verifica un divorzio.

Lo certifica in particolare un recente studio condotto sulla popolazione canadese ed effettuato confrontando dati raccolti nel 2005 con quelli rilevati dieci anni prima, nel 1995 [1]. Scopo dell’indagine era verificare la correlazione tra condizione genitoriale e rischio per quella dei figli. In questo modo si è quantificato quanto la tossicodipendenza, il divorzio e la disoccupazione dei genitori incidono nell’incremento degli abusi infantili. Ebbene, si è scoperto – rispetto ad un tasso di abuso infantile medio pari al 3,4% – che la compresenza di questi tre fattori non solo accresce, ma addirittura aumenta di 10 volte la percentuale di abusi infantili, portandola fra il 36% – 41%.

E la singola componente divorzio? Incide o meno sulle violenze sui bambini? La risposta che emerge dalla ricerca condotta dagli studiosi dell’Università di Toronto è netta ed inconfutabile: il divorzio comporta, per i figli di genitori decisi a lasciarsi, una percentuale di abusi pari al 10,7%. Questo significa che il divorzio, a suo tempo introdotto e salutato quale istituto moderno e filantropico, oltre che determinare per i figli maggiori tentazioni suicidarie [2], triplica per questi la possibilità di rimanere vittime di violenze.

Violenze che, in caso di rottura coniugale, non riguardano i soli figli: una ricerca su un campione di 46.096 casi di divorzi, separazioni e cessazioni di convivenza hanno messo in luce come ben 39.919 (l’86,6%) abbiano avuto implicazioni penali come calunnia, minacce, sottrazione di minore, percosse, maltrattamenti, lesioni, sequestro di persona, violenza privata, violenza sessuale [3]. Lo scrivano, i diffamatori laicisti della famiglia: la vera “culla del delitto” si chiama divorzio. Lo stesso che loro, gente perbene, seguitano ad incensare e che, attraverso una riduzione dei tempi, vorrebbero promuovere.

Note: [1] Cfr. Fuller-Thomson E. – Sawyer J.L. (2012) Is the cluster risk model of parental adversities better than the cumulative risk model as an indicator of childhood physical abuse?: findings from two representative community surveys. «Child: Care, Health and Development»; doi: 10.1111/cch.12024;  [2] Cfr. Fuller-Thomson E. – Daltona A.D. (2011) Suicidal ideation among individuals whose parents have divorced: Findings from a representative Canadian community survey. «Psychiatry Research»;Vol. 187 (1–2):150–155; [3] Cfr. Dati Associazione Ex cit. in. Lodovici G.S. «IL TIMONE» – N. 55 – ANNO VIII – Luglio/Agosto 2006, pp. 32 – 33.