Secondo voi quasi 130 morti sono tanti? Sarò banale, ma a me sembra che sì, siano molti, anzi moltissimi. Eppure durante i telegiornali che ieri ho seguito hanno riservato alla notizia del drammatico incendio scoppiato all’interno di un impianto tessile di Dacca, la capitale del Bangladesh, non è stato riservato che lo spazio di un minuto, un minuto e mezzo al massimo.

Maledetta televisione, mi sono detto. Così, per saperne di più – sono le 21:32 di domenica 25 novembre, ora italiana – consulto i siti dei principali quotidiani del Paese e scopro che Corriere.it mette la notizia molto in fondo, ben al di sotto di fatti decisivi per le sorti del Paese quali, per esempio, la presentazione che Emilio Fede ha fatto di “Vogliamo vivere”, la sua lista, dinnanzi ad una platea deserta. Non fanno di meglio Repubblica.it né il sito de La Stampa.

Morale: c’è poco da fare, siamo messi davvero male. Non mi stupisco dello strabismo dell’informazione, per carità. E’ cosa risaputa e già riscontrata infinite volte. Però – senza nulla togliere alle primarie del centro-sinistra, al campionato vinto da Vettel e alle riforme che Emilio Fede ha in mente  – quasi 130 morti, non so voi, mi fanno pensare. Riflettere. Pregare. Per le vittime, i loro familiari e la nostra povera informazione, che ne ha, soprattutto lei, particolarmente bisogno.