Martedì in via Verdi, davanti al Duomo, in pieno centro a Trento, si è consumata una rissa fra studenti. Anche se vivo a meno di cinquanta metri dal luogo degli scontri, non ho vi fortunatamente preso parte né vi ho assistito. Il punto è che ne sono uscito comunque bastonato. La mazzata, violentissima, mi è giunta dalla prima pagina de L’Adige di ieri, che riferiva di scontri «tra 50 ragazzi di destra e sociologi». Ho letto e non volevo crederci: no, ancora con questa storia? Ancora con l’idea – vecchiotta e superatissima – che un sociologo o è di sinistra o non è?

E Nisbet, Toniolo, McLuhan ed Aron, dove li mettiamo? Erano forse di rivoluzionari di sinistra? Non si direbbe. Eppure nessuno può negare che siano stati eccellenti sociologi, autori che a rileggerli ci guadagni sempre. Esattamente come nessuno nega che vi possano essere – e che vi siano, fra l’altro meno rari di quanto si pensi – studenti di sociologia “non di sinistra”, quando non apertamente di destra. Dunque cos’è questa storia delle botte fra «ragazzi di destra e sociologi»? Una banalizzazione giornalistica o una provocazione? Epifania di ignoranza o burla? Lo chiedo con sincera curiosità, da sociologo non di sinistra.