Signori, oramai ci siamo: un mesetto e bum, tutto finisce, tutto salta per aria. Così profetizzano alcuni, anche se altri – più numerosi e credibili – negano. Tutto può essere: staremo a vedere. Quel che è certo è che se davvero il mondo finisse il prossimo 21 dicembre non sarebbe, a ben vedere, tutta questa grande novità. Infatti il mondo già finisce e rinasce, ogni giorno. Finisce quando un anziano muore solo, senza il calore di uno sguardo caro; quando una madre smettere di essere madre mentre è ancora incinta; quando qualcuno, spinto dalla disperazione, getta da un ponte o appende ad un cappio il proprio corpo e il proprio futuro .

Ma oltre a finire, il mondo ogni giorno rinasce. Nelle mani che gli innamorati si stringono a vicenda, nel sorriso contagioso dei bambini, nella coperta di luce che al mattino il Sole stende sul cielo e dentro le finestre, anche le più piccole. Il mondo già finisce e rinasce, quindi. E allora poco importa, in fondo, cosa accadrà il 21 dicembre: se il mondo finirà, non vedremo nulla di nuovo. Se invece non finirà, il giorno dopo lo vedremo rinascere. E saremo chiamati tutti – nessuno escluso – a contribuire a quell’ennesima rinascita. A seminare speranza. A spazzare via le stupide ragioni per cui, troppo spesso, ci dividiamo. A trovare altri disposti a credere nel cambiamento. Ci pensate? Sarebbe davvero la fine del mondo.