Dove sono finiti quelli che lamentavano il servilismo governativo del direttore Minzolini? Ma sì, quelli per i quali il Tg1, fino a ieri, era roba del cattivone di Arcore: che fine hanno fatto? Possibile che tutto ad un tratto gli amanti del giornalismo serio ed equilibrato se ne siano andati? E’ un vero peccato perché sarebbe bello sapere da loro – che non perdevano occasione per lamentare l’onnipresenza catodica del Cav – che pensano del fatto che a maggio Mario Monti, al Tg1, abbia avuto uno spazio complessivo di 38 minuti (contro i 7 del Cav a maggio 2011), a giugno di 27 (contro gli 8 del Cav a giugno 2011) e a luglio di 28 (contro gli appena 6 del Cav a luglio 2011). Sorvolando sul fatto che il governo Monti è composto da gente mai votata  né iscritta ad alcun partito votato (“dettaglio” che oramai non importa più a nessuno), non sarebbe male capire quanto questa invasione televisiva – certificata da Agcom, mica da Emilio Fede – sia compatibile con un Paese che aspira a dirsi democratico. E non la si venga a menare con la storiella dell’opposizione inesistente: al Tg1 il ministro Terzi, nel giugno scorso, ha avuto più visibilità di quella riservata al Santo Padre: 6,43 minuti contro i 5,58 di Benedetto XVI. Che è solo il Vicario di Cristo nonché la guida planetaria di un oltre un miliardo di fedeli: poca roba, vicino a Terzi.