Per una ulteriore strumentalizzazione della morte del cardinal Martini, adesso è in arrivo – secondo quando anticipato ieri da Il Fatto – una «proposta di legge “Martini” sul fine vita» (Il Fatto Quotidiano, 12/09/2012, p. 14). Autore della proposta, tenetevi forte: Furio Colombo. Basta già questo a capire il tenore dell’iniziativa che in tre articoli prevede:
a) «il diritto di decidere liberamente di non “vivere” in stato di coscienza la propria agonia e la propria morte» – per caso hanno proibito gli antidolorifici o le cure palliative?;
b) il diritto, per «ogni ammalato (irreversibilmente inguaribile)», di «ricevere una “sedazione” definitiva» – in Italia, ex. art. 579 c.p., questo si chiama omicidio del consenziente, ovviamente è un reato, ed è punito con reclusione da 6 a 15 anni;
c) che le strutture sanitarie diventino «responsabili della sofferenza fisica, psicologica e morale conseguente alla non applicazione» di questa legge – se cioè non ammazzi un malato che te lo chiede, finite nei guai tu e l’ospedale dove lavori.
Complimenti: davvero un capolavoro, come idea. Cosa poi c’entri la morte del cardinal Martini – il quale non è spirato in agonia e neppure sedato, ma che, dice Repubblica, nota testata cattolica, è stato «lucido fino all’ultimo» e il cui «decesso è avvenuto nel sonno» (La Repubblica, 1/9/2012, p 18) – con la «proposta di legge “Martini” sul fine vita» non è dato saperlo. Povero cardinale, strumentalizzato anche da morto su cose che in realtà non lo riguardano. Agitato e mescolato.

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