Il primo uomo sulla luna ha preso l’ultima navicella, quella che prima o poi conduce ciascuno di noi oltre il cielo e le stelle: se n’è andato. Aveva 82 anni, Neil Armstrong, e un cuore in difficoltà. Normale se si pensa alle meraviglie cosmiche che passate sotto gli occhi di questo ex pilota divenuto astronauta e quindi leggenda. Sua, com’è noto, la celebre frase di quell’altrettanto celebre 20 luglio 1969: «Un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità». Ora che è morto il mondo lo piange dopo averlo giustamente invidiato per la straordinaria esperienza che ha vissuto, lui che con un semplice passo ha dato ragione alle speranze di tanti poeti, prima di lui convinti che sulla luna si potesse passeggiare. Anche per chi non ne conosce molto la vita, quindi, l’impresa del comandante di Apollo 11 – uomo eroico ma schivo, grande ma umile – rimarrà scolpita nella memoria proprio come le sue impronte sulla luna. Un satellite che grazie a lui oggi è meno irraggiungibile, rendendo noi sognatori tutti un po’ astronauti e tutti gli astronauti un po’ sognatori. Buon viaggio, comandante.