Il caldo di Ferragosto nuoce gravemente alla salute. Anche a quella dei camici bianchi. Non si spiegherebbe, altrimenti, come mai mercoledì scorso la Canadian Medical Association, la più grande associazione medica canadese, abbia deciso di votare ed approvare una mozione che stabilisce che un bambino diventa «essere umano […] quando si è completamente staccato, in uno stato di vita, dal corpo della madre» [1], vale a dire dopo il parto. Il che è una follia. Anzitutto perché lo stesso documento usa l’espressione «child» [2], bambino, lasciando così intendere che si possa essere bambini e non esseri umani. Una bestialità che fa a pugni col più elementare senso comune oltre che, naturalmente, con la scienza che – piaccia o meno agli iscritti della Canadian Medical Association – afferma piuttosto chiaramente che la vita umana inizia a partire dal concepimento [3]. E poi c’è un altro aspetto importante ma decisamente poco chiaro: chi è, o meglio, che cos’è il bambino a 8 o 9 mesi, prima del parto? Un alieno? Un esemplare di “quasi uomo”? Un «intruso che vuole accampare diritti», un «prepotente che pretende di vivere» a spese della madre, come scrisse Dacia Maraini [4]? Non è dato saperlo fino alla prossima seduta della Canadian Medical Association, che verosimilmente si svolgerà all’interno di un reparto psichiatrico.

 [1] Questa l’espressione originale del documento: «a child “becomes a human being within the meaning of this Act when it has completely proceeded, in a living state, from the body of its mother […].”». http://www.cma.ca/multimedia/CMA/Content_Images/Inside_cma/Annual_Meeting/2012/resolutions/Master-Resolutions-Wed_en.pdf; [2] Ibidem; [3] Possiamo qui considerare quanto scrive Scott. F. Gilbert, autore di Biologia dello sviluppo, testo che fa indiscutibilmente da riferimento nella materia e il cui settimo capitolo s’apre con le seguenti parole: «La fertilizzazione è il processo mediante il quale due cellule sessuali (i gameti) si fondono insieme per creare un nuovo individuo con un corredo genetico derivato da entrambi i genitori» (Gilbert S.F., Developmental Biology, VI ed 2000, p. 185); ad analoghe conclusioni sono giunti tantissimi studiosi, da Kalthoff (Cfr. Kalthoff K. Analysis of Biological Development, II ed. 2001, p.8) a Yanagimachi (Cfr. Yanagimachi R. Mammalian Fertilization. «The Psycology of Reproduction», II ed. 1995, vol. 1, p.103); [4] Maraini D. Un clandestino a bordo, Rizzoli, Milano 1996, p. 14