Pare l’abbia sparata proprio grossa, il consigliere comunale di Verona Alberto Zelgher, affermando nel corso di un recente dibattito che la diversità fra uomini e donne emergerebbe anche da come queste parcheggiano l’automobile. Una gaffe indecente secondo i media non solo locali, che hanno colto la palla al balzo per apostrofare Zelgher come «cattolico integralista» per il semplice fatto che, sui temi della vita e della famiglia, non è allineato al Pensiero Unico. Ma è proprio così? Davvero è una sciocchezza affermare che gli uomini parcheggiano diversamente dalle donne? Su questo curioso aspetto non esiste – com’è del resto abbastanza intuibile – una vastissima letteratura. C’è però uno studio che sembra fare al caso nostro e che possiamo serenamente escludere sia stato eseguito con particolari finalità sessiste, non foss’altro perché il principale autore è una donna: la dottoressa Claudia Wolf. Cosa si è scoperto con questa ricerca? Semplice: osservando e confrontando le manovre di 17 automobilisti alle prime armi – 9 donne e 8 uomini – con quelle di 48 automobilisti esperti – 21 donne e 27 uomini – si è rilevato come i maschi tendano a parcheggiare in modo più accurato ed impiegandovi meno tempo (Cfr. Psychological Research, 2010;Vol.74(4):429-435). Zelgher potrebbe quindi aver detto qualcosa, per quanto politicamente scorretto, di non così delirante.
Tuttavia, sotto il profilo scientifico la differenza fra i sessi nel parcheggio delle auto non è affatto assodata; infatti non solo c’è carenza di studi, ma lo stesso lavoro della Wolf risente di alcuni limiti in ordine alla rappresentatività del campione, al variare delle capacità percettive e di coordinamento con l’età, al pregiudizio negativo in qualche modo potrebbe “incoraggiare” i soggetti vittima – in questo caso le donne impegnate a parcheggiare l’automobile – a confermarlo. Non vanno inoltre taciute altre rilevazioni, come quella del National Car Parks, il più grande gestore di parcheggi privati del Regno Unito, che, monitorando segretamente circa 2500 uomini e donne impegnati al volante, avrebbe da un lato rilevato – diversamente dallo studio della Wolf, e come riscontrato dopo anche dalle rilevazioni del DirectLine e dell’Osservatorio Linear – una migliore abilità di parcheggio delle donne rispetto agli uomini e, d’altro lato, ne avrebbe confermato comunque un aspetto, e cioè la maggiore velocità maschile nelle manovre. D’altra parte i dati dell’inglese Driving Standards Agency all’esame per la patente avrebbero quantificato maggiori bocciature femminili per quanto riguarda parcheggi e retromarce. Insomma, che gli uomini e le donne possiedano la stessa identica attitudine alla guida non è certo. Ed è compito di chi invece ne è sicurissimo provarlo, evitando di deridere chi avanza ipotesi su un aspetto sul quale la ricerca non ha affatto chiarito ogni dubbio.

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Se Dio ha fatto diversi uomini e donne, ed ha assegnato loro determinati ruoli da svolgere nella società, una ragione ci deve essere. Il fatto che li abbia fatti diversi e con ruoli specifici, non significa che non abbia dato loro pari dignità.
Purtroppo le associazioni (criminali, terroristiche e a delinquere) femministe – essendo finanziate dai vari Rockefeller, Soros e altri criminali finanzisti sionisti – mettono in discussione questi princìpi, con la scusa dell’emancipazione femminile, che altro non é che solo una deviata propaganda con la quale si vuole convincere la donna a rinunciare alla propria dignità e femminilità per assimilarsi all’uomo, eliminando dunque quelle differenze poste dalla natura.
Ed é proprio a causa di questo snaturare le cose, che la famiglia, la cellula fondamentale della nostra società fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e relativa prole, é in crisi.
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