Abiti da sposa

Si può giurare amore eterno a se stessi? Grace Gelder, fotografa e film-maker di Londra, è convinta di sì. E per questo – come riferisce The Guardian – ha deciso di fissare per marzo 2015 le proprie nozze. «Avevo costruito un brillante rapporto con me stessa», dice spiegando il perché di questa bizzarra scelta. Che poi, a ben vedere, è bizzarra fino ad un certo punto. Anzitutto perché non è la prima volta che accade – la taiwanese Chen Wei-Yih, di trent’anni, annunciò di voler sposare se stessa già nell’ottobre 2010 – e poi perché corrisponde pienamente all’idea secondo cui ciò che conterebbe nel matrimonio è l’amore. Infatti se il matrimonio – da istituto definito da un’unione pubblica e stabile e, in prospettiva, aperta alla generazione e all’educazione dei figli – diviene l’epifania del «love is love», perché ragionare sull’apertura solamente alle coppie omosessuali escludendo, per esempio, single desiderosi di formalizzare il loro amore per se stessi?

Occorre decidersi: o l’amore conta sempre, oppure sarebbe discriminatorio riconoscerlo solo in alcuni casi. Perciò, fino a che non si tornerà a comprendere il vero significato dell’istituto matrimoniale, ben vengano storie come quelle di Grace Gelder e Chen Wei-Yih; storie del tutto coerenti rispetto all’assolutizzazione del sentimento amoroso e perciò folli. Anche se, almeno, non ipocrite dato che viene il sospetto che non siano pochi, fra coloro che oggi si sposano – etero come omo-, ad essere già clandestinamente sposati con loro stessi. Il che, fra l’altro, spiegherebbe come mai certe unioni abbiano vita così breve e costituirebbe una ragione in più per chiedere che la nostra Europa la smetta col negare valore legale ai matrimoni delle persone che si amano. Potrebbe essere, fra l’altro, un modo per dare più lavoro ai wedding planners. Senza dimenticare che, oltretutto, non servirebbe neppure una legge sul divorzio breve dato che, nel caso, si avrebbe già il divorzio istantaneo. Fantastico, no?

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