francesco

Credo in Dio, ma non nella Chiesa. Atteggiamento in cui da tempo tanti si riconoscono, ma in realtà senza senso. Parola di Papa Francesco, che ieri ha impartito una lezione chiarissima e che, guarda caso, gli stessi che quando attacca mafie e criminalità gli porgono generosi mazzi di microfoni si sono guardati bene dal rilanciare. Per forza: è un intervento, quello del Santo Padre, che (ancora una volta) fa a pezzi il Pensiero Unico e la sua volontà di rendere la religione un fatto privato, individuale, cucito su misura sulle nostre esigenze e voglie. Prima di altre considerazioni, però, rileggiamo quanto detto dal Santo Padre.

«Nella Chiesa non esiste il ‘fai da te’, non esistono ‘battitori liberi’. Quante volte Papa Benedetto ha descritto la Chiesa come un ‘noi’ ecclesiale! Talvolta capita di sentire qualcuno dire: ‘Io credo in Dio, credo in Gesù, ma la Chiesa non m’interessa…’. Quante volte abbiamo sentito questo? Questo non va! C’è chi ritiene di poter avere un rapporto personale, diretto, immediato con Gesù Cristo al di fuori della comunione e della mediazione della Chiesa. Sono tentazioni pericolose e dannose. Sono, come diceva il grande Paolo VI, dicotomie assurde».

Ora, che il Papa abbia scelto di scagliarsi così contro il cristianesimo “fai da te” non deve stupirci. Diffusa e frequente (anche fra i battezzati) è difatti la tentazione di ritagliarsi una fede tascabile, libera da regole al di fuori di quelle che ciascuno liberamente si dà. Il fatto è che nella misura in cui la fede cristiana inizia ad essere individuale, a ben vedere, cessa di essere fede, e cioè autentico affidamento a Dio. Perché è stato il Figlio di Dio, Gesù – e non altri – a fondare la Chiesa. Dunque è assurdo pretendere di dirsi legato a Dio e chiamarsi fuori dalla Chiesa: sarebbe come dichiararsi legato alla figura paterna ma non alla famiglia.

Senza dimenticare che, poiché la Chiesa – come ricordato – è stata istituita da Gesù in persona («Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa»: Mt 16,18), disprezzarla significa disprezzare Lui, Gesù. Che pure, fondando la Chiesa, sapeva bene di affidarsi a persone non solo normali ma persino fallibili – Pietro stesso, ricordiamolo, rinnegò Gesù ben tre volte! -, eppure non ha avuto particolari esitazioni né ripensamenti. E se non li ha avuti Lui, perché dovremmo averli noi? «Nella Chiesa non esiste il ‘fai da te’, non esistono ‘battitori liberi’», ci ricorda Francesco. E faremmo bene tutti, nessuno escluso, a tenerlo a mente.

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