occhi

Cosa vedere prima che sia troppo tardi? Quali meraviglie ammirare prima che la luce, a poco a poco, si diluisca nel buio? E’ la gigantesca domanda con la quale Molly Bent, britannica, sei anni appena, deve fare i conti prima che la retinite pigmentosa – così si chiama la malattia che le sta rubando la vista – avanzi in modo definitivo. I desideri della piccola al momento spaziano da una vacanza a Londra e in Scozia ad escursioni allo zoo, in una spiaggia e ad un concerto. Pare desideri anche un viaggio in Australia, aspirazione economicamente impegnativa che la famiglia, benché non facoltosa, intende assecondare insieme alle altre.

«La vogliamo aiutare a creare il maggior numero di ricordi magici che possiamo», ha dichiarato la madre. Anche se non c’è da dubitare di quest’impegno, speriamo che a Molly siano fatti vedere non solo luoghi, ma anche gli spettacoli che la natura mette ogni giorno a disposizione. Speriamo possa, anzitutto, vedere un’alba; non conta da dove ma che sia dall’inizio alla fine, e che veda i raggi di Sole stendersi sul cielo come capelli luminosi su un immenso cuscino blu che, istante dopo istante, si tinge miracolosamente di rosa. Troppi invecchiano senz’apprezzare un simile prodigio, ed è un peccato.

Speriamo poi che la piccola possa gustarsi fino in fondo i colori – dal verde intenso dei prati al mattino al ventaglio magico dell’arcobaleno -, piacere che anche quanti non hanno la sua malattia, purtroppo, si tolgono raramente. E che possa vedere le stelle sotto le quali chissà quanti si sono amati. E, soprattutto, che possa capire che quando l’oscurità le fermerà lo sguardo, non solo potrà guidare gli altri ma lo potrà fare meglio di chiunque altro. Perché sarà una che ricorderà le meraviglie che tanti altri non vedono. Una che, senza vista, non potrà fare a meno di guardare quell’essenziale invisibile agli occhi di quasi tutti. Meno che ai suoi.

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