E’ ancora presto per Carnevale, è vero, ma cosa volete: all’Onu hanno già voglia di scherzare. Perché dev’essere per forza uno scherzo, non può essere. Non può essere che la Commissione Onu per i Diritti dell’infanzia sia «profondamente preoccupata per il fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi». Anzitutto perché non è vero.
Ricordiamo in ordine sparso la costituzione, peraltro recente (si vede che all’Onu non leggono i giornali), di una Commissione per la protezione dei bambini con la finalità di assistere il Papa e la Chiesa e per la cura pastorale delle vittime di abusi, gli incontri privati già del Santo Padre Benedetto XVI con alcune di queste vittime, la celebrazione di processi canonici contro pedofili preti che la stessa giustizia civile non aveva ritenuti degni di indagini. E l’Onu? Pare non si possa dire lo stesso della Chiesa, in fatto di attenzione ai crimini.
Per esempio, dov’erano i severi membri dell’attuale Commissione Onu per i Diritti dell’infanzia al tempo degli scandali delle Nazioni Unite in Africa proprio per pedofilia? Il personale Onu era accusato di aver avuto rapporti sessuali con quei minori che doveva proteggere ma dopo indagini su più di 300 dipendenti, le condanne, si fa per dire, sono state a dir poco tiepide: poco più di venti mediante licenziamento, mentre la maggior parte è stata rimpatriata o trasferita ad altro incarico. Magari erano e sono tutti innocenti e vittime di un tranello, può darsi. Però è singolare il silenzio mediatico occidentale su questi scandali, così diverso dall’attenzione nei confronti di pedofili nella Chiesa, veri e presunti.
E ancora: dov’erano i signori della nostra Commissione quando, nel 2006, usciva un rapporto secondo cui ad Haiti i casi di stupro su donne e bambine nei due anni precedenti sarebbero stati perfino 32.000, e in almeno il 25% dei casi con responsabili polizia locale e, udite udite, soldati dell’Onu (Cfr. The Lancet, 2006; Vol. 368 (9538): 864 – 873)? E pochi mesi fa quando gli autori dell’ultimo DSM (Diagnostic and Statistic Manual of Mental Disorders) e i membri dell’APA (American Psychiatric Association), cavillando sulla distinzione fra “pedofilia” e “disturbi parafilici” – definiti «comportamenti sessuali non normativi» e «non ipso facto disturbi mentali» – hanno scelto di optare di fatto per una normalizzazione della pedofilia?
Ma soprattutto: com’è che questi irreprensibili funzionari delle Nazioni Unite tacciono sul documento – a cura nientemeno che dell’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – nel quale si inneggia alla masturbazione per bimbi da 0 a 4 anni? Troppo impegnati ad infangare la Chiesa per dare retta a questa sporcizia di inaudita gravità, anche perché propagandata alla luce del sole? Chi può dirlo. Lo ripetiamo: è ancora presto per gli scherzi di Carnevale, è vero, ma cosa volete: quelli dell’Onu fanno ridere tutto l’anno.

L’ha ribloggato su Le Mani di Mariae ha commentato:
Ma proprio senti chi parla!!!
L’ha ribloggato su Il Guerriero della Luce.
Ma non erano funzionari ONU quelli che hanno coperto il traffico di minorenni nella Serbia e Bosnia degli anni ’90 ?
Al punto di minacciare seriamente altri cooperatori, non dell’ONU ma da questa coordinati?
Ne è uscito anche un film, con Monica Bellucci nei panni di un alto funzionario ONU.
E loro sarebbero sani e puliti, eh?
E vogliamo parlare dei funzionari ONU pedofili scoperti in Cambogia, che si coprivano tra loro, al punto di legittimare il sospetto che se si hanno tendenze di quel genere il miglior posto in cui andare a lavorare è l’ONU?
Quindi farebbero meglio a tacere e darsi una bella ripulita interna.
L’ha ribloggato su GiBo47.
Per conoscenza.
Articolo riportato anche qui:
http://www.donboscoland.it/articoli/articolo.php?id=132035
GRAZIE!
Inutile dire che trattasi di ipocrisia pura da parte dell’ONU, come se gli abusi sessuali sono avvenuti solo all’interno della Chiesa. Nella Chiesa ci saranno pure stati ma certamente molto molto limitati a fronte del dilagare di questo fenomeno in ogni dove nel mondo. A che serve puntare il dito su qualcuno quando anche loro non ne sono certamente esenti di questa colpa. Almeno nella Chiesa poi ci sono i confessionali, ovvero momenti in cui ci si può redimere, quindi perdonati con la promessa di non cadere più nella bruttura degli abusi sessuali sui minori.
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