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Madame Boldrinì rompe gli indugi, ricorre alla ghigliottina – quella parlamentare, s’intende – per mettere ai voti il decreto Imu-Bankitalia senza che il dibattito in Aula fosse terminato e la notizia suscita stupore, stimola dibattiti, genera disappunto. In effetti, mai nella storia repubblicana un Presidente della Camera, a dispetto di urgenze e priorità, era arrivato a tanto. Stavolta c’era in ballo la seconda rata dell’Imu, d’accordo. Ma il segnale – almeno per chi ha a cuore l’iter democratico anche quando è tortuoso e snervante – non si può dire sia dei più allegri.

Detto questo, niente di nuovo sotto il sole. La storia della cultura politica laica e rivoluzionaria incarnata dalla Presidente(ssa) Boldrinì così come da altri sedicenti democratici, è difatti costellata dall’uso di lame, ora metalliche ora legislative, non esattamente innocue. Come dimenticare, per tornare alle origini, le prodezze dell’ex gesuita Joseph Ignace Guillotin (1738-1814) il quale, eletto agli Stati Generali, poi Assemblea Nazionale, come rappresentate del Terzo Stato di Parigi, non trovò di meglio che presentare un progetto di legge che all’articolo 6 recitava: «Il criminale sarà decapitato: lo sarà per effetto di un semplice meccanismo».

Le tante teste tagliate in seguito alla Rivoluzione, poi, sono storia. Il fatto sorprendente però è che, secoli dopo, la ghigliottina sia rimasta – anche se “solo” politicamente – lo strumento distruttore preferito della cultura illuminata. E’ stato infatti con la ghigliottina del divorzio che si è decapitata l’indissolubilità familiare, e con la lama dell’aborto che, per legge, si è reso passibile d’interruzione il processo della gravidanza. Ed è ancora con la ghigliottina legislativa che, in questi giorni, s’intende mozzare la lingua dei difensori della famiglia naturale tacciandoli di omofobia.

La luciferina trovata di Guillotin, insomma, anche se non in senso strettamente metallico rimane di grande attualità, col politicamente corretto – di cui anche la Presidente(ssa) Boldrinì è venerata rappresentante – che non ha più bisogno di decapitare le teste per il semplice fatto che decapita le menti. E probabilmente è anche peggio, perché non c’è peggior decapitato di chi, poveraccio, neppure si rende conto di esserlo. Tutto questo per dire che non c’è da meravigliarsi che un’ancella del Pensiero Unico ricorra alla ghigliottina: c’è semmai da stupirsi di chi pensa che, fino a ieri, l’infernale metodo fosse stato abbandonato.

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