E’ un peccato che Peter Pan non ci abbia lasciato un’autobiografia, un manuale per non invecchiare, una mappa con indicato l’indirizzo della giovinezza (che è cosa diversa dall’immaturità): oggi più di ieri, infatti, ne avremmo bisogno. Forse però non si tratta di un caso, forse l’ha fatto apposta per permettere ad ognuno di noi di scegliere come rimanere giovani. In effetti le possibilità non mancano, si può restare giovani in tanti modi: evitando di farsi prendere dal panico, osando, inseguendo obbiettivi all’inizio lontanissimi ma che, a poco a poco, si fanno più definiti e vicini. Anche se il modo migliore per sfuggire al tempo, probabilmente, è un altro: quello di imparare da chi è riuscito nell’impresa, da chi è rimasto giovane. Oppure è destinato a rimanerlo.

Per esempio gli innamorati, coloro che amano il presente al punto di promettersi il futuro, tutto intero, qualunque esso sia. Poi ci sono le grandi persone. Come Madre Teresa, che ha caricato sulle sue fragili spalle la sofferenza di uomini che loro stessi giudicavano troppo pesante. Lei è senza dubbio rimasta giovane. E giovane è rimasto anche quel tale che il 5 giugno 1989, a Tienanmen, ha sfidato a mani nude una colonna di carri armati: non sappiamo che volto avesse né che fine abbia fatto, ma gli dobbiamo – a distanza di anni – ancora molto. Eppure i maestri di gioventù, fra tutti, rimangono comunque loro, i bambini, che scovano il tutto nel niente e lo suddividono in una moltitudine di sorrisi, a ciascuno il suo. Loro che inseguono farfalle battendo le ali, ignorano la vanità e sanno che l’Isola che non c’è esiste, eccome se esiste. Sono gli altri che, anziché viverla, si ostinano a cercarla

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