Calo della droga

Brutte notizie per i sostenitori della legalizzazione delle sostanze stupefacenti: il consumo generale di queste, in Italia, continua a diminuire. E’ il responso delle quasi 700 pagine della Relazione annuale al Parlamento Uso di sostanze stupefacenti e tossicodipendenze in Italia Dati relativi all’anno 2012 e primo semestre 2013 – elaborazioni 2013, un testo che offre parecchi spunti di riflessione sui quali sarebbe opportuno soffermarsi. Ma l’aspetto più interessante fra tutti si trova probabilmente a pagina 6, dove un grafico (riportato sopra) attesta in modo in equivocabile un fatto: il consumo di sostanze stupefacenti nella popolazione generale (15-64 anni, uso di sostanze almeno una volta negli ultimi dodici mesi) è in calo, conformemente alla «tendenza alla contrazione dei consumatori già osservata nel 2010, per tutte le sostanze considerate».

Intendiamoci: la situazione sul fronte del contrasto alle droghe rimane critica – per esempio crescono, anche se lievemente, i consumatori giovani di cannabis e di altre sostanze, soprattutto al nord –  e non è quindi certo il caso di festeggiare. Tuttavia un fatto è chiaro e incontestabile: la tanto vituperata legislazione italiana non sta producendo, sul versante del consumo generale, alcun cattivo effetto: nessun temuto aumento, nessuna follia generale. Non solo: è proprio negli anni immediatamente seguenti all’entrata in vigore della contestatissima Legge 21 febbraio 2006 n. 49, più nota come «Fini-Giovanardi» (vedi linea gialla aggiunta al grafico), che il calo del consumo ha iniziato a verificarsi dopo un aumento che durava da molti anni. Quindi delle due l’una: o quella legge non è affatto proibizionista, oppure il cosiddetto proibizionismo non è sempre così nocivo.

Coloro che poi volessero appigliarsi al già citato lieve aumento del consumo di cannabis fra i giovani per sostenere che occorre rivedere la normativa vigente, prima di passare all’attacco farebbero bene a studiarsi, per l’Italia, l’andamento complessivo del fenomeno; scoprirebbero che la «Fini-Giovanardi» non ha peggiorato nulla, anzi: fra il 1995 e il 1999, anni prima, il consumo generale di cannabis – lo stesso che oggi, fortunatamente, continua a calare – schizzò rapidamente in alto, passando dal 19 al 33%: non raddoppiò ma quasi, e tutto in appena tre anni (Cfr. Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze, 1999; 1 -249: 109). Allo stesso modo i lettori di Roberto Saviano potrebbero interrogare il loro beniamino con una semplice domanda: perché mai dovremmo legalizzare la cocaina dato che il suo consumo, al pari di quello di altre sostanze, seguita a diminuire? Certo, di strada da fare ne resta parecchia. Ma quella imboccata è giusta.

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