bersani

Questo fa la fine di Paperino, l’eroe cocciuto e sfortunato, buono ma simpaticamente destinato al fallimento. Povero Bersani, ancora non ha capito. Ancora non ha capito oppure ancora fa finta di non capire che comunque vada per lui sarà un flop, sia che governi sia che non lo faccia. Se infatti non troverà la sospirata maggioranza vedrà sfumare il proprio sogno di Palazzo Chigi e allo stesso tempo la sua leadership all’interno del partito che guida verrà pesantemente ridimensionata per non dire compromessa, con l’unica nota positiva di un ritorno deciso d’aria renziana, di voglia di ripartire col treno del cambiamento.

Viceversa, pure se governasse alla fine il Nostro comunque fallirebbe. Le opzioni infatti sono due, anzi una e mezza: o governicchia grazie a qualche esule grillino – auguri per rintracciarli e soprattutto auguri per campare con una maggioranza fantasma, – ma l’ipotesi cozza contro il «governo operante» e la «stabilità istituzionale» richieste da Napolitano, quindi l’ipotesi non regge granché, oppure accetta, sconfessando quanto affermato fino a ieri, una temporanea coabitazione col centrodestra,  lo stesso impresentabile centrodestra verso il quale ha finora fatto il duro, mostrando muscoli che non aveva, recitando la parte del cattivo con la pistola a salve. In ogni caso, dunque, Pier Luigi Bersani perderà qualcosa. Poveraccio. Salvare il soldato Ryan, a confronto, era uno scherzo da ragazzi.