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Non si chiede che siano tutti professori, che abbiano conseguito un dottorato, una laurea e neppure un diploma. Ma che abbiano un personal computer, sì. E se non ce l’hanno che provvedano – con quello che guadagnano! – e se ne procurino subito uno. Già, perché ai nostri parlamentari a volte basterebbe una rapida ricerca su internet per evitare figuracce al limite del surreale. E’ quello che è accaduto, per esempio l’altro giorno alla Camera, dove un deputato dell’Italia dei Valori, tale Giuseppe Vatinno, ha depositato con Francesco Barbato un’interrogazione «ai ministri della Difesa e degli Esteri per chiedere se non sia il caso che l’Italia si prepari allo sbarco di forme di vita extraterrestre. “Pensate – hanno detto i due – che all’Onu hanno creato un ufficio apposito» (La Repubblica, 11/1/2013, p. 9).

Ora, posto che qui il problema non è l’Italia dei Valori (basti pensare al leghista Borghezio, anch’egli fissato forte con gli ufo), le cose, per chi non lo sapesse, stanno così: all’Onu avranno anche tempo da perdere, ma non hanno istituito alcun «ufficio apposito» per accogliere gli alieni. Infatti l’Unoosa – si presume che a questo alludessero Vatinno e Barbato – è una sezione per promuovere la cooperazione internazionale sugli usi pacifici dello spazio, mica per alloggiare marziani di passaggio. Il bello è che più di qualcuno, mosso a compassione, ha provato a far ragionare Vatinno, il primo firmatario della geniale interrogazione. «Siete solo un branco di poveracci», ha cortesemente replicato l’onorevole. Effettivamente, anche se all’Onu non ci sono uffici per gli alieni ed anche se la papera è da antologia, su una cosa Vatinno ha ragione: a pensare d’essere rappresentati da gente tanto preparata viene da sentirsi «solo un branco di poveracci».