Se in un mondo perfetto tutti dovrebbero conoscere l’identità dei propri genitori e dei propri figli, in un mondo normale ciò può non succedere mentre purtroppo nel mondo reale – complici tutta una serie di situazioni e disordini – questo accade con sempre maggior frequenza. Di qui il successo di “Who’s Your Daddy, camper che negli Stati Uniti,  mediante apposito test del Dna, offre on the road la possibilità di scoprire o comunque provare a scoprire ai figli l’identità dei genitori e a questi quella dei loro figli [1].

L’iniziativa, che in sé non ha nulla di male, la dice però lunga sugli anni che stiamo vivendo. Infatti, se un tempo ignorare la vera identità dei propri familiari, o addirittura del proprio padre, costituiva una triste eccezione o l’esito di una adozione, nel 2012 non è più così. La diffusione di pratiche come la fecondazione in vitro e l’utero, unitamente a condotte sessuali quanto meno disinvolte, ha reso quasi normale crescere senza padre.

A Berlino, per dire, ben 134.000 nuclei familiari su 430.000 (quasi un terzo!) sono attualmente composti da ragazze madri sole con il loro bambino [2]. Quindi solo nella capitale tedesca ci sono oltre 130.000 potenziali clienti di “Who’s Your Daddy”, bambini che faticheranno non poco a scoprire l’identità dei loro papà, a scovarli di persona e a tirargli una gran pedata nel sedere per averli abbandonati addirittura prima della nascita. Un po’ triste, non vi pare?

[1] http://abcnews.go.com/blogs/health/2012/08/16/whos-your-daddy-mobile-truck-offers-dna-tests-to-go/; [2] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/04/20/le-ragazze-madri-scelgono-berlino-ecco-perche-la.118le.html