La secolarizzazione avanza ovunque. Anche nelle stanze degli alberghi, dove d’ora in poi la Bibbia sarà progressivamente sostituita da lettori ebook [1]. Non che le letture bibliche, specie ultimamente, vadano per la maggiore – «Il rispetto dei cattolici per la Bibbia è enorme e si manifesta soprattutto nel tenersene a rispettosa distanza», osservata già Paul Claudel [2]– tuttavia la notizia è di quelle che fanno pensare. Infatti, posto che pure la Bibbia è online da tempo, si tratta dell’ennesimo sfregio ai libri di carta; in questo caso addirittura al Libro. Senza rendersi conto delle possibili conseguenze di questa scelta atea ed antilibresca. Forse per metterci in guardia, il cinema, con il film Codice Genesi (2010), ha invece già mostrato quello che l’umanità post-apocalittica e post-biblica potrebbe essere: un deserto popolato da straccioni, cannibali e mercenari. Tutti, ironia della sorte, a caccia del povero Denzel Washington, non vedente ma in possesso dell’ultima – e proprio per questo ricercatissima – copia della Bibbia. Di qui un dubbio: prima di procedere con la decimazione tecnologica della cara vecchia Bibbia cartacea – per poi magari correre il rischio che i nostri nipoti, a corto di spirito e cultura, si ritrovino a dar la caccia a colui che avrà la sola colpa (o il solo merito) di conservarne l’ultima copia – non sarà il caso di pensarci bene?

Note:[1]http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=2555; [2] Cfr. Memorie improvvisate, 1954