Qualche gocciolina appena le ha rigato il viso e tutti i giornali, tutta l’Italia, tutto il mondo è rimasto scosso per l’epifania, l’altro giorno in Senato, di Emma delle lacrime, nostra signora delle istituzioni, addolorata per la grillina ignoranza su di esse. In effetti, c’è da commuoversi. Perché se penso che quando questa madonna laica finì in Parlamento, una vita fa, si evitò una richiesta di autorizzazione a procedere per associazione a delinquere (debutto esemplare, per chi ha «senso delle istituzioni»), che nel suo palmarès ci sono migliaia di aborti clandestini (esercizio così spensierato, confidò, da offrire lo spunto «per farsi quattro risate»), la sterilizzazione di legioni di donne, battaglie per la droga libera e per la distribuzione di spinelli, per la legalizzazione di quell’«eutanasia clandestina ampiamente praticata in modo illegale negli ospedali» (le parole sono sue e, ovviamente, senza uno straccio di prova) nonché per tutte le guerre possibili (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria), non mi scappa qualche lacrimuccia. Me ne scendono infinite.

Giuliano Guzzo

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