Pensavo che la nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai fosse il massimo che si potesse desiderare, anche se non sono nato ieri e so bene che, per risanare la radiotelevisione di Stato, infestata com’è di nani e ballerine, non basta un ottimo giornalista ma occorre pazienza. Molta pazienza. Dopo aver appreso che su Rai1, nei giorni scorsi, hanno mandato in onda una parodia blasfema della Madonna di Fatima, per giunta maschicida («gli uomini sono tutti mezzi di merda», ha affermato l’attrice Angela Finocchiaro), direi che occorrono addirittura anni. Ma nel frattempo, ecco un’altra buona notizia.

Sto parlando della volontà, da parte del governo, di candidare alla presidenza dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. Chi è costui? Ordinario di Demografia all’Università di Milano Bicocca, è un accademico vicino al Movimento per la Vita italiano, non tifa per lo Ius soli e non crede – come un Boeri qualsiasi – che la denatalità italiana possa essere risanata africanizzando la penisola. Diffida pure «delle lobby del soccorso e dell’accoglienza di Ong» e, statistiche alla mano, dubita dell’effetto causale che l’osannata Legge 194 avrebbe avuto nella riduzione degli aborti. Gli vengono attribuite simpatie leghiste. Detto questo, mica lo posso escludere, Blangiardo avrà pure dei difetti.

Giuliano Guzzo

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