E’ bello scrivere cose vere, ma è ancora più bello rendersene conto. E ho i miei dubbi che a Repubblica si siano resi conto, ieri, di aver pubblicato un lungo articolo che elogiava la maternità. Sì, proprio la cara vecchia, vituperata maternità. Ovviamente tale apologia mica era esplicita – parliamo pur sempre del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari -, eppure il pezzo di Valeria Pini trasudava verità fin da quel bel titolo, «Allattamento al seno, quel gesto che fa bene a mamma e bimbo», che rammenta come ogni tanto, al pari degli orologi fermi, pure i giornali faziosi possano essere consultati.

Certo, non sarebbe male che a Repubblica tenessero a mente l’allattamento anche quando tifano per l’aborto, che oltre al latte toglie la vita, o per l’utero in affitto, che decretando il distacco dei bimbi dal seno materno triplica per loro i rischi deficit di attenzione e iperattività (Breastfeeding Medicine, 2013), ma non è detto che non accada. Chissà. Intanto è già qualcosa che un articolo corretto sia scappato a una testata progressista, essendo il progressismo sinonimo di menzognificio. C’è infatti chi involontariamente commette errori, e chi involontariamente ammette scomode verità: nel caso del quotidiano debenedettiano, temo le due cose coincidano. Grazie, dunque, di aver sbagliato.

Giuliano Guzzo

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