Ho paura che vinca la Francia, ma forza Croazia tutta la vita. Perché? Per una marea di ragioni. Anzitutto perché mi piace Zlatko Dalic, l’allenatore che oltre ad avere il rosario in tasca ha già riconosciuto tutto ciò che, oggi, davvero conta: «Domenica? Come sempre, andrò a Messa». Poi perché mi è proprio simpatica, questa nazionale espressione di un Paese con meno abitanti dell’Emilia Romagna, fieramente identitaria e monoetnica: nulla a che vedere con l’Eurafrica francofona, che su 23 calciatori schierati ne ha ben 18 con passaporti extra Ue. Dunque se vincono i biancorossi, biancorossi come i calciatori della mia natìa Vicenza fra l’altro, gli si assegni pure una Coppa Intercontinentale ad honorem. Spero infine nella Croazia perché, oltre che con tutte quelle stupende tifose, festeggerei volentieri con Kolinda Grabar-Kitarović, mentre con Macron e nonna Brigitte non potrei condividere manco la loro serata, perché non festeggio Halloween.

Giuliano Guzzo

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