Tutti contro Gad Lerner, che per fermare «l’emorragia di umanità» sul tema dei migranti, ha aderito a #magliettarossa, appello condiviso da Laura Boldrini (male), facendosi immortalare con una camicia rossa sul suo terrazzo a Portofino, con tanto Rolex in vista (malissimo). Stranamente, infatti, sul web molti non hanno trovato il grido di dolore portifinese del giornalista credibile, riservandogli di conseguenza gli epiteti che potete immaginare. E dire che bastava poco per intravedere nella camicia rubino sfoggiata dal Nostro, chiaramente uno straccio rimediato al mercato, tutta la sua lacerante contrizione per i disperati del globo.

Inoltre a Lerner andrebbe pure riconosciuta l’originalità di essersi fatto trovare a Portino anziché nella solita Capalbio. Battute a parte, è evidente che il problema non sta tanto nella condizione, non proprio trascurata, dell’incauto conduttore televisivo che, come l’orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno, avrebbe potuto pure imbroccarne una: mai dire mai. Il punto sta nella siderale distanza in cui alcuni, a loro insaputa, si trovano quando non solo dimenticano il nervosismo popolare su temi come quello dell’immigrazione, ma seguitano a stazionare sul loro pulpitino dorato, beati e moraleggianti, come nulla fosse. E non si rendono conto d’esser diventati buonisti col Rolex.

Giuliano Guzzo

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