Avanti un altro, please. Non importa come sia, basta che si faccia avanti: poi vediamo. No, non è un provino di Amici, ma la situazione comatosa in cui versa la sinistra italiana, disperatamente alla ricerca di un leader nel momento in cui il fronte populista al governo, con Di Maio, Salvini e Conte, sembra averne addirittura tre: a chi troppo e a chi niente, non è giusto. Avanti un altro, allora. Su, coraggio, perché a sinistra sono impazienti e non sanno più che pesci pigliare. Dopo il 4 marzo, Renzi è stato messo sotto formalina ed è riemerso solo al Senato: l’uomo è lo stesso di sempre, la vena cabarettistica pure, ma qui urgono volti nuovi.

Anche Mattarella, dopo il veto su Savona, a sinistra era parso interessante, tanto è vero che è stato subito corteggiato a suon di manifestazioni di solidarietà. Poi però il Presidente della Repubblica l’incarico a Conte l’ha ridato, e i dem debbono aver pensato che, coi suoi 76 anni, nonno Sergio non poteva essere l’uomo del rinnovamento. Anche un redivivo Graziano Delrio, con quel suo rimprovero urlato a Conte in Aula sul nome del fratello di Mattarella ucciso dalla mafia – «si chiamava Piersantiii», strillato a mo’ di Braveheart -, ha provato a farsi avanti, e gli applausi sono tanti, ma passeggeri. L’uomo della rinascita non può essere neppure lui.

Certo, ci sarebbe anche Martina, che per magrezza, stile e charme sembra proprio il fratello figo di Fassino: meglio lasciar perdere. Forse proprio tentare di trovare un nuovo capo carismatico, allora, a sinistra hanno promesso presenza massiccia ai Gay Pride, ma per chi ha bisogno di recuperare credibilità non è il massimo. I social, per dare una mano, nelle corse ore hanno candidato futuro leader della sinistra Aboubakar Soumahoro, il sindacalista collega del maliano ucciso intervistato su La7: chissà, mai dire mai. Però il primo uomo di colore al Senato, Toni Iwobil’ha portato la Lega, e qui, allora, sarebbe un po’ come scopiazzare, no?

Si potrebbe poi sempre riesumare Prodi, che però davanti a un Di Maio farebbe la parte del nonno: meglio di no. Un potenziale leader sinistro potrebbe allora essere Saviano, candidatura lanciata da una nota intellettuale di sinistra, Alba Parietti. Ora, lo scrittore partenopeo i fondamentali del galateo progressista li conosce – parla sempre con quell’arietta supponente, vorrebbe la droga legale, venera Emma Bonino e dà subito del «medievale» a chi è in disaccordo con lui -, ma forse non vuole smettere di scrivere capolavori immortali candidarsi. Intanto, avanti altri aspiranti leader. E che siano educati e Gentiloni, ma non troppo: per duellare con Salvini ci vuole gente dai modi bruschi, che abbia vissuto un po’ nei Boschi.

Giuliano Guzzo

 

 

 

 

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